Un altro viaggio nella memoria del nostro Appennino, alla riscoperta di antichi saperi e usanze che raccontano una vita intimamente legata alla terra. Una vita in cui il tempo era scandito dal lavoro, dalle stagioni e da storie che prendono vita solo attraverso il dialetto: una lingua radicata nel territorio, capace di parlare direttamente al cuore e di custodire l’essenza delle nostre radici.
Quest’anno abbiamo scelto di dare voce agli arnesi del passato, oggetti semplici che testimoniano l’ingegnosità essenziale con cui un tempo si affrontava la quotidianità.
Nell’Appennino Reggiano di ieri il saper fare era una ricchezza autentica: conoscere gli attrezzi, saperli usare e persino riparare significava avere un potere in più: la capacità concreta di cavarsela in ogni situazione.
Attrezzi oggi scomparsi o trasformati dal progresso ci ricordano un mondo in cui l’inventiva suppliva alla mancanza di comodità, e in cui ogni gesto portava con sé esperienza, autonomia e una sapienza tramandata. Con questa raccolta vogliamo restituire valore a quella manualità antica, invitando a riscoprire la forza silenziosa che nasce dal fare e dal ricordare.
Il progetto RAÏS nasce nel 2024 con la pubblicazione dell’Erbolario e ha come obiettivo la valorizzazione del dialetto e la tutela del patrimonio culturale dell’Appennino Reggiano. Prende vita dalla convinzione che ricordare le nostre radici e le esperienze tramandate oralmente sia essenziale per costruire un futuro solido e fertile.